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Alimentazione con prodotti di stagione e del territorio

Di Laura Crestan

Normalmente, in caso di disequilibrio o malattia, la prima cosa che si pensa di fare è rivolgersi a un medico, a un farmacista o a un erborista.

Ma la salute viene anche mangiando. Nonostante l’alimentazione corretta sia uno dei modi più seri ed efficaci per mantenerla, spesso l’uomo si comporta come se non fosse strettamente collegata a essa.

Le manipolazioni sociali ci spingono a consumare alimenti senza pensare alla salute e, una volta malati, a spendere soldi in farmaci senza riflettere sugli alimenti.

L’uomo non può mangiare ogni sorta di cibo senza conseguenze. Un’alimentazione inquinata, squilibrata per quantità e qualità, può indebolire energia e vitalità. Al contrario, un’alimentazione con un buon equilibrio vitale può favorire uno stato di salute più soddisfacente.

Secondo alcuni studi, la salute dipenderebbe in larga parte da alimentazione, cura dell’intestino e attività fisica, mentre nella società moderna si tende spesso a dare priorità all’utilizzo di farmaci rispetto alla prevenzione quotidiana.

Ma cos’è un alimento?

Si definisce alimento qualsiasi sostanza in grado di fornire materiale energetico, materiale plastico e materiale capace di sostenere le reazioni metaboliche.

Per alimento si intende quindi ogni sostanza i cui elementi possono trasformarsi in tessuti e fluidi del corpo, svolgendo una funzione plastica, ed essere utilizzati dall’organismo per le sue funzioni, svolgendo una funzione energetica.

La nutrizione perfetta implica l’assimilazione delle sostanze nutritive da parte delle strutture del corpo senza la minima eccitazione, senza alcun turbamento o impressione: fattori che potremmo riunire sotto il nome di stimolazione. Di conseguenza ogni stimolazione è l’opposto della sana nutrizione. La stimolazione è una fonte di inutile consumo e di sperpero di energia vitale.

Dr. Trall

È riduttivo parlare semplicemente di alimenti nutrienti, perché il potere nutritivo dipende da diversi fattori: modalità di cottura, qualità della digestione, condizione d’animo con cui si mangia, stile di vita, costituzione fisica e psichica, oltre alla funzionalità dei sistemi organici.

La qualità del terreno biologico è il punto di partenza per una nutrizione ottimale. Non bisogna pensare che introducendo un alimento migliore di altri si ottenga automaticamente una nutrizione migliore. Il corpo utilizza gli alimenti in base alla propria energia e alla propria capacità di assimilazione.

La varietà dei cibi

È indispensabile consumare cibi molto vari, per fornire all’organismo tutti i nutrienti necessari e per contrastare l’insorgere di intolleranze, spesso dovute all’abuso di un determinato prodotto.

Non a caso, molte delle sostanze che oggi creano più intolleranze sono presenti frequentemente negli alimenti, anche in modo occulto: soia, glutine, lievito e altri ingredienti ricorrenti.

L’acquisto di prodotti locali

Verdura di stagione

Acquistando principalmente prodotti del proprio territorio si evita molto inquinamento inutile dovuto al trasporto. Inoltre, un prodotto locale, non dovendo affrontare lunghi viaggi, ha meno probabilità di essere stato addizionato con conservanti, antimuffe, pesticidi o altre sostanze indesiderate.

La frutta e la verdura del proprio territorio non hanno bisogno di essere raccolte ancora crude, ma possono raggiungere un’adeguata maturazione.

È importante evitare di comprare verdure già confezionate in buste di plastica, oppure frutta e verdura già tagliate, perché possono aver già perso parte dei loro nutrienti e spesso richiedono trattamenti conservativi.

I prodotti della propria terra sono più coerenti con l’ambiente in cui viviamo, perché condividono lo stesso terreno, la stessa atmosfera e la stessa stagionalità.

L’acquisto di prodotti a km zero favorisce uno sviluppo sostenibile. I cibi di importazione, invece, sono spesso frutto di mode passeggere e possono favorire coltivazioni intensive che impoveriscono i terreni di fattori vitali.

Molti prodotti provenienti da lontano, come alcune spezie, possono avere effetti positivi sull’organismo, ma dovrebbero essere consumati in dosi inferiori rispetto ai prodotti autoctoni.

La stagionalità

La natura non lascia nulla al caso: ogni stagione ci offre frutta e verdura adatte al periodo.

L’acquisto di prodotti stagionali porta con sé due vantaggi importanti: riduce i costi e sostiene la salute.

D’estate, quando il caldo porta a consumare molti liquidi e minerali, la natura ci fornisce frutta e verdura ricche di acqua e sali minerali.

Le verdure invernali, invece, sono importanti perché aiutano a sostenere l’organismo durante i mesi freddi, quando il sole è meno presente e la produzione di vitamina D può essere più difficoltosa.

Molti non sanno che parte della verdura acquistata nei supermercati, soprattutto se fuori stagione, può provenire da coltivazioni in serra o da sistemi di coltura intensiva. Ricordiamoci che i nutrienti dei vegetali dipendono anche dall’energia del sole e dalla fotosintesi clorofilliana.

Pasto semplice

Spesso si crede che un pasto corretto debba prevedere primo, secondo, contorno, frutta, pane e magari anche il dolce. In realtà, ogni tipologia di cibo richiede enzimi diversi per essere digerita e assorbita.

L’ideale sarebbe quindi consumare un piatto semplice, preceduto da verdure.

I cibi mal associati possono favorire fastidiose fermentazioni, soprattutto quando il pasto è composto da primo piatto, secondo e frutta.

Cibi diversi necessitano di enzimi specifici e ogni enzima si attiva a un livello di pH preciso. Se due cibi che richiedono enzimi e pH differenti arrivano contemporaneamente nel tubo digerente, può crearsi un conflitto con conseguente cattiva digestione.

I residui di cibi non ben digeriti possono innescare nello stomaco e nell’intestino processi fermentativi e putrefattivi, con sviluppo di gas e altre sostanze indesiderate.

A questo si aggiungono i ben noti segni di cattiva digestione: cefalea, bocca impastata, gonfiore addominale, sonnolenza post-prandiale, stipsi e cattiva utilizzazione dei principi nutrizionali.

Perché le verdure crude prima del pasto?

Nell’organizzazione di ogni pasto, la prima cosa a cui pensare è la preparazione di un’insalata con crudità di stagione. Solo dopo si sceglie l’alimento principale da abbinare.

Le verdure andrebbero preferibilmente consumate crude prima del pasto perché aiutano a regolare la glicemia, danno un senso di sazietà più prolungato e favoriscono una migliore digestione grazie agli enzimi presenti.

Possono inoltre contribuire a ridurre fermentazioni e a sostenere l’equilibrio del sistema immunitario. Il riferimento è a verdure possibilmente biologiche, ben lavate e consumate, quando possibile, anche con la buccia.

Perché scegliere i cereali integrali?

Cereali integrali

I cereali integrali possono sostenere le difese immunitarie, hanno un’azione antinfiammatoria, aiutano nella prevenzione degli squilibri glicemici e favoriscono una maggiore sazietà.

È importante mantenere una certa flessibilità a tavola. Nel caso di una persona con sindrome da colon irritabile, per esempio, può essere preferibile utilizzare cereali parzialmente integrali per un primo periodo, finché l’intestino non recupera maggiore equilibrio.

Tra i cereali naturalmente privi di glutine troviamo riso, miglio, grano saraceno, quinoa e amaranto. L’avena può essere priva di glutine, ma va scelta con attenzione perché spesso è soggetta a contaminazione.

Il pane di segale di pasta madre

Il pane bianco rientra nella categoria dei prodotti da forno industriali e non è consigliabile consumarlo abitualmente, sia per la presenza di farina raffinata sia per il contenuto di lievito di birra.

A chi ama il pane si può consigliare di sostituirlo con pane di segale a pasta madre. La pasta madre rallenta l’assorbimento degli zuccheri della farina, gonfia meno e può risultare più tollerabile.

Il pane di segale a pasta madre favorisce inoltre l’apporto di fibre e può aiutare ad arrivare più facilmente al pranzo se consumato a colazione al posto di biscotti o fette biscottate.

Virtù dei legumi

I legumi rappresentano una fonte proteica vegetale interessante. Sono meno acidificanti rispetto ad altre fonti proteiche, sono ricchi di ferro, hanno basso indice glicemico e contengono fibre solubili.

Possono contribuire al benessere intestinale e al mantenimento di una buona sazietà.

Succhi centrifugati: ripulire e reintegrare

Succhi centrifugati

I centrifugati di frutta, verdura e ortaggi freschi e maturi sono un tonico naturale, disintossicante, vitaminizzante e mineralizzante.

Per ottenere il massimo beneficio, è preferibile scegliere prodotti coltivati biologicamente. In questo modo non sarà sempre necessario sbucciarli: basterà lavarli accuratamente con acqua, eventualmente aiutandosi con una spazzolina.

Il grande vantaggio dei centrifugati è che apportano nutrimento con un minimo sforzo digestivo. Le combinazioni possono essere fatte tra frutti e verdure di vario tipo, rispettando sempre la stagionalità.

Ogni tanto può essere utile una giornata leggera a base di succhi per depurare e reintegrare l’organismo, possibilmente in un giorno di riposo e relax.

Sia prima sia dopo una giornata di succhi, può essere consigliabile seguire almeno uno o due giorni con pasti leggeri a base di frutta e verdura, così da accompagnare il processo senza bruschi cambiamenti.

È importante tenere presente che, nella fase iniziale, le tossine accumulate possono essere espulse. Quando si cambia tipo di alimentazione o si utilizzano pratiche naturali di riequilibrio, possono manifestarsi reazioni di disintossicazione come aumento delle secrezioni, mal di testa, stanchezza, riacutizzazione di dolori o manifestazioni cutanee.

Possono inoltre ricomparire disturbi passati, soprattutto se sono stati repressi. Dopo questa fase, una volta ristabilito l’equilibrio, si può avvertire maggiore lucidità, energia e vitalità.

Esplora le diverse categorie e lasciati guidare tra conoscenza, esperienza e tradizione.

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