Articolo di Luigi Costacurta del 1984
La malattia è un’alterazione dello stato di salute psicofisica, cioè una modifica del benessere organico del corpo nei suoi aspetti bio-fisiologici e psichici.
Secondo Luigi Costacurta, la sua origine può essere genetica, acquisita o traumatica. Il trauma, a sua volta, può avere una dinamica psichica oppure meccanica.
Quali sono le cause della malattia?
La causa genetica viene considerata un fattore che trova concause nelle generazioni precedenti. Secondo la visione igienistica naturale, gli errori igienistici dei progenitori, remoti e recenti, possono trasmettersi come eredità costituzionale.
La degradazione degli elementi dell’ambiente, dall’aria al cibo, insieme alla crisi dei valori socio-culturali, umanistici, etici e collettivi, concorre alla degenerazione della struttura cellulare organica. Per Costacurta, questa condizione può influire sul sistema nervoso e predisporre l’organismo a diversi stati di squilibrio.
Il grado di degenerazione organica costituzionale, secondo questa impostazione, può essere osservato attraverso l’indagine iridologica e l’osservazione somatica, strumenti utilizzati nell’ambito della naturopatia e dell’igienistica naturale.
La medicina convenzionale dispone di mezzi diagnostici propri, fondati su criteri clinici, esami e strumenti specifici. La visione di Costacurta, invece, interpreta la malattia considerando il terreno organico, lo stato generale della persona e il rapporto tra organismo, ambiente, alimentazione e stile di vita.
Quali sono gli errori principali che causano la malattia?
Escludendo la componente psiconervosa, che secondo Costacurta è sempre presente anche quando non appare immediatamente evidente, la malattia acquisita trova spesso le sue radici nell’errore igienistico.
Gli errori igienistici derivano da abitudini tradizionali scorrette, da condizionamenti culturali e da uno stile di vita che, con l’evoluzione sociale e tecnologica, può portare l’uomo ad agire contro natura.
Questi errori possono essere di varia natura, ma il primo viene individuato nell’alimentazione errata. Il cibo e le bevande sono infatti tra i fattori che incidono più direttamente sull’integrità salutare del corpo, insieme all’inquinamento ambientale e atmosferico.
Il secondo errore igienistico riguarda la sregolatezza comportamentale del singolo e della società. Lo stress quotidiano, emotivo e fisico, imposto dal sistema di vita moderno, condiziona profondamente l’equilibrio dell’organismo.
Il terzo errore riguarda il modo in cui viene utilizzato il tempo libero come presunto recupero psico-fisico. Se il riposo, lo svago, l’attività fisica o le pratiche di recupero non rispettano la natura e le reali possibilità dell’organismo, possono diventare ulteriori fattori di squilibrio.

Primo errore: l’alimentazione
Il primo errore igienistico riguarda l’alimentazione. Secondo Costacurta, il problema nasce anche da una filosofia consumistica che ha trasformato il cibo in abbondanza, spreco, capriccio e soddisfazione del palato, perdendo di vista le reali necessità biofisiologiche dell’organismo.
La moderna cultura alimentare, sostenuta dall’industria, dal commercio e dalla propaganda, ha spesso valorizzato il prodotto raffinato, trasformato e conservato, dimenticando l’unità dell’organismo e la sua reale funzione biofisiologica.
In questa prospettiva, molti alimenti devitalizzati, raffinati o addizionati con sostanze di sintesi vengono considerati lontani dalle esigenze naturali del corpo. L’esempio del pane bianco, degli alimenti raffinati e dei prodotti industriali diventa simbolo di un’alimentazione che può indebolire il processo nutrizionale.
Il crimine gastronomico
A questo errore alimentare si aggiunge quello che Costacurta definisce crimine gastronomico: l’elaborazione culinaria eccessiva, le errate associazioni alimentari e la cottura di alimenti di natura biochimica diversa.
Il piatto sofisticato e costruito per il gusto può diventare, secondo questa visione, un ostacolo per l’organismo. Il corpo non è un contenitore indistinto, ma un sistema vivo che necessita di alimenti compatibili, vitali e adatti al proprio equilibrio.
La cultura dietologica moderna propone spesso diete specifiche per ogni disturbo: per il cuore, per il fegato, per il diabete, per il colesterolo, per la colite, per il dimagrimento. Costacurta invita invece a osservare l’organismo nella sua totalità, considerando alimentazione, digestione, eliminazione e terreno organico.
Il processo nutrizionale, per essere realmente salubre, deve avvenire in due tempi: assunzione ed eliminazione. Se una di queste funzioni non è corretta, anche l’altra viene compromessa e, nel tempo, può instaurarsi uno stato di malattia.
Per questo motivo l’alimentazione dovrebbe sostenere l’organismo senza aggravare la sua funzionalità biofisiologica. I cibi cotti, mal associati o eccessivamente trasformati possono alterare la digestione e favorire stati di indigestione cronica.
La febbre gastrointestinale
Le reazioni contrarie che avvengono nell’organismo in seguito a un’alimentazione scorretta possono generare processi infiammatori, putrefattivi e intossicanti. Secondo Costacurta, da qui possono originare diversi squilibri collegati alla digestione e alla cosiddetta febbre gastrointestinale.
La nutrizione dell’organismo può avvenire correttamente solo se non viene creato uno stato di indigestione. L’organismo deve essere posto nelle condizioni di svolgere il normale metabolismo e catabolismo, cioè l’assunzione e l’eliminazione.
Questa condizione può essere favorita dal rispetto delle compatibilità alimentari e dall’uso, per quanto possibile, di cibi crudi e vitali. Nella crudità, secondo la visione igienistica naturale, si conservano meglio vitamine, enzimi e minerali, elementi che partecipano direttamente al processo digestivo e al mantenimento dell’equilibrio organico.
Per ulteriori approfondimenti, Costacurta rimanda al libro La Nuova Dietetica.
Secondo errore: sregolatezza e stress
Il secondo errore igienistico riguarda la sregolatezza comportamentale e lo stress psicofisico. Questo insieme di infrazioni igienistiche nasce spesso dall’ignoranza culturale rispetto alle reali necessità biofisiologiche dell’organismo.
Lo stress può essere osservato in due dimensioni: una oggettiva e una soggettiva. La prima è collegata al sistema di vita sociale, economico, culturale e politico, che condiziona la volontà individuale e impone ritmi spesso lontani dalla natura dell’uomo.
La seconda dimensione è più personale e riguarda la vulnerabilità emotiva del singolo. Alcune persone, per costituzione o storia personale, possono essere più sensibili ai traumi emozionali quotidiani e risentire maggiormente dello stress.
Terzo errore: il tempo libero
Il terzo errore igienistico riguarda il modo in cui vengono interpretati il recupero, il riposo, lo svago, il cambio di clima, l’esercizio fisico e lo sport.
Queste pratiche dovrebbero favorire il recupero delle energie psico-fisiche, sia durante la convalescenza sia come compensazione della routine quotidiana. Tuttavia, se vengono svolte senza rispettare la natura e le possibilità psicofisiologiche dell’organismo, possono diventare pregiudizievoli.
Secondo Costacurta, anche le pratiche terapeutiche o complementari, se non sono coerenti con le leggi naturali e con la reale condizione della persona, rischiano di arrestare o disturbare i processi di difesa dell’organismo invece di sostenerli.
La salute richiede quindi un equilibrio complessivo: alimentazione corretta, rispetto dei ritmi naturali, gestione dello stress, recupero autentico delle energie e consapevolezza del rapporto tra corpo, psiche, ambiente e stile di vita.
Originariamente pubblicato su Vivi con gli agenti Naturali.
