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Il diritto dei bambini ad un’alimentazione naturale

Di Federica Zanoni

Una conquista difficile… ma possibile

Come spesso succede, sono i fatti di cronaca e la loro risonanza a stimolare ragionamenti e, quando possibile, qualche chiarimento.

È quindi ancora una volta difficile, se non impossibile, essere sfuggiti all’eco di alcune recenti notizie: dalla tragica morte di un bambino per le conseguenze di un’otite curata con “rimedi omeopatici” — forse sarebbe più corretto dire “per le conseguenze di un’otite non curata” — al ritrovamento di bambini in stato di grave denutrizione a causa di un’alimentazione vegana, con conseguente persecuzione legale dei genitori.

Il sunto di quanto divulgato dai canali mediatici è quindi questo: i bambini curati con l’omeopatia possono morire e quanti seguono una alimentazione di tipo vegano rischiano gravissime, a volte tragiche, conseguenze.

Il bambino non è morto perché curato con l’omeopatia, ma in quanto vittima dell’incuria e della mancanza di obiettività e buon senso degli adulti. Forse accecati dalla preoccupazione, oppure dalla totale mancanza di etica nel caso del medico curante: il triste risultato non cambia.

L’omeopatia e altri rimedi non allopatici non uccidono se si è in grado di capire come, quando, fino a che punto e in che termini è possibile gestirli.

Nemmeno l’alimentazione viva e vitale, anche di tipo vegano, può uccidere o essere causa di gravi conseguenze. Solo la mancanza di serio discernimento e maturità nel valutare cosa sta accadendo a un bambino in termini di salute può farlo. È la scriteriata impreparazione degli adulti a fare del male ai più piccoli.

Nessun cenno, in dibattiti di questo tipo, a quanto sta accadendo in tema di alimentazione naturale, compresi gli approcci vegetariani e vegani, anche in Italia.

A parte coloro che si avviano verso tale stile di vita in maniera autonoma — e, si spera, obiettiva — cominciano a nascere serie iniziative in strutture pubbliche, organizzate con lo scopo di educare e assistere i genitori riguardo l’alimentazione vegetariana e vegana dei bambini, così da poter gestire con maggiore tranquillità anche queste scelte.

Il messaggio è chiaro: è sempre necessario essere preparati, così come sarebbe indispensabile essere informati anche riguardo i danni di un’alimentazione onnivora non vitale o delle conseguenze dell’abuso di farmaci.

Un esempio tra tutti è la Lombardia, con la sua struttura ambulatoriale di allergologia pediatrica e l’annesso ambulatorio Baby Green, dedicato allo svezzamento e al supporto dell’alimentazione vegetariana del bambino.

Un’altra iniziativa è nata a Monza, presso la ASL, dove nel 2015 è stato approvato un progetto con un servizio dedicato. È previsto l’appoggio di una nutrizionista e di un team di ostetriche per aiutare, consigliare e risolvere dubbi circa la dieta e la fase dell’allattamento di chi segue questo approccio alimentare.

Il progetto nasce dalla consapevolezza che anche l’alimentazione vegana o vegetariana deve essere seguita prestando attenzione all’introduzione degli elementi nutritivi necessari per mantenere l’organismo in buona salute.

La maggior parte dei genitori vegetariani o vegani è informata, attenta e segue una nutrizione corretta, senza difficoltà anche per il feto e senza rischi di impoverimento dei valori nutritivi del latte. È giusto, in ogni caso, accompagnare e seguire le madri o le donne in gravidanza per chiarire eventuali dubbi, in un’ottica di tutela della salute pubblica.

La letteratura, anche pediatrica, ribadisce periodicamente, sulla base delle evidenze scientifiche, che:

Le diete vegetariane correttamente pianificate, comprese le diete vegetariane totali o vegane, sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale e possono conferire benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie. Le diete vegetariane ben pianificate sono appropriate per individui in tutti gli stadi del ciclo vitale, inclusa gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia, adolescenza, e per gli atleti.

Anche per la dieta vegetariana vale quindi la necessità di una corretta pianificazione e conoscenza. Non è solo una questione di previsione o esclusione di prodotti animali, ma di combinazioni corrette e presenza dei giusti gruppi alimentari.

I dati documentano che i bambini vegetariani e vegani, quando seguono regimi ben condotti, hanno una crescita auxologica sovrapponibile a quella dei coetanei onnivori. Non emergono differenze di rilievo tra statura e peso finale dei bambini vegetariani o vegani e i loro coetanei onnivori.

Risultati simili emergono anche dai controlli ematochimici effettuati su popolazioni omogenee di bambini vegetariani e onnivori: le ricerche non evidenziano differenze statisticamente significative fra i due gruppi.

Spesso si crede che seguire una dieta onnivora garantisca automaticamente ai bambini un’ottima salute e l’assenza di carenze nutrizionali. Ma non è così. In Italia, infatti, molti bambini soffrono di obesità, una condizione che non dovrebbe essere sottovalutata.

Le tabelle di svezzamento proposte abitualmente dai pediatri sono spesso uguali per tutti e non tengono sempre in considerazione le differenze individuali.

Chi compie una scelta diversa, vegetariana o vegana, può incontrare alcuni disagi nel momento in cui il bambino sta male e si rendono opportuni medicinali con marchio Veg, privi di elementi animali. La maggior parte dei pediatri non è ancora preparata in questo ambito.

La scelta vegana o vegetariana, quando equilibrata, nasce da motivazioni diverse e va rispettata e conosciuta nei suoi molteplici aspetti, così come altri stili di vita. Il criterio di fondo resta quello dell’informazione consapevole.

Herbert Shelton, pur con toni molto netti, esprime questo concetto con parole significative:

Sono sempre più frequenti le occasioni in cui sentiamo ripetere da medici di grande fama che l’alimentazione infantile rappresenta uno dei problemi più difficili da affrontare nel corso della loro pratica.

Il testo di Shelton, Assistenza igienica ai bambini, pubblicato nel 1931, resta chiaro e illuminante. L’autore previde i gravi danni dell’alimentazione infantile moderna, puntando il dito contro la confusione dei libri di pediatria e contro regimi alimentari non sempre adeguati alla fisiologia del bambino.

Shelton criticava anche la strategia del continuo cambiamento degli alimenti quando il bambino manifestava disturbi, fino a provare progressivamente ogni cibo disponibile e, spesso, anche molti farmaci.

Secondo Shelton, genitori e medici manifestano spesso una sorta di paura verso i cibi naturali: tutto deve essere cucinato, sterilizzato, trasformato e mescolato prima di essere considerato adatto al bambino.

Latte condensato, alimenti al malto, zuccheri, amidi, latte in polvere e vegetali in scatola sono solo alcuni dei prodotti dietetici disponibili sul mercato. Il punto diventa spesso far mangiare il bambino in abbondanza e tamponare il disagio espresso con il pianto attraverso un’altra poppata.

Shelton cita quindi John Henry Tilden, medico e tra i maggiori igienisti del XX secolo, il quale afferma:

Se mai riusciremo ad avere una dieta razionale, i bambini fino a due anni verranno alimentati esclusivamente in base ad una dieta di latte, integrata da succhi di arancia, o di altra frutta o di vegetali.

Shelton è molto critico verso l’iperalimentazione e verso i regimi non adatti ai reali fabbisogni del bambino. Considera una regola primaria, per una salute protratta, tenere lontani i bambini da zuccheri, amidi raffinati e alimenti trattati artificialmente o comunque non naturali.

Secondo Shelton, dal terzo anno di età si può dare spazio a frutta e vegetali di tutti i tipi, purché di stagione e ben maturi: pesche, susine, albicocche, ciliegie, fichi, mele, pere, uva, bacche, banane, angurie, meloni e frutta secca.

Allo stesso modo, possono essere proposte diverse verdure, fresche, crude o cotte, preferibilmente crude: spinaci, cardi, cavoli, cavolfiori, bietole, asparagi, cicoria, lattuga, pomodori, piselli, cavolini di Bruxelles e zucche.

La dieta può includere anche carote, piselli, mais fresco, bietole e pastinaca. I prodotti dovrebbero essere freschi, appena raccolti, ben puliti e preparati.

Il grande segreto dell’alimentazione infantile espresso da Tilden è il seguente:

Accertatevi che siano i vostri bambini ad adeguarsi al cibo e non cercate mai di fare in modo che siano i cibi ad adeguarsi ai bambini.

Regole fondamentali per l’alimentazione naturale dei bambini

  • Alimentare il bambino in modo naturale, evitando cibi cotti, trattati, sterilizzati, adulterati o speziati.
  • Non rimpinzarlo, ma proporre tre pasti frugali al giorno.
  • Mantenere pasti semplici, evitando combinazioni complicate che possano causare fermentazione.
  • Non dare cibo tra i pastidurante la notte.
  • Se il bambino è stanco, eccitato, accaldato, dolorante, nauseato o febbricitante, evitare di farlo mangiare.

È necessario osservare nei confronti dei bambini le stesse regole valide anche per gli adulti in merito alle corrette combinazioni alimentari: non associare frutta acida con alimenti amidacei o dolci; non mischiare acidi e proteine, frutta dolce e frutta acida, zuccheri o amidi con alimenti proteici, alimenti dolci con alimenti amidacei.

È preferibile dare una sola proteina alla volta, evitando di associare proteine e latte. È utile fornire abbondanti verdure fresche sia con gli amidi sia con le proteine. È inoltre opportuno evitare burro, olio o altri grassi insieme agli alimenti proteici e non far mangiare il bambino tra un pasto e l’altro.

Sin dall’inizio, si dovrebbe insegnare gradualmente al bambino a masticare accuratamente qualsiasi alimento, appena comincia a mangiare cibi solidi.

Shelton è molto critico verso le madri che preparano per i bambini puree, farine e alimenti passati al setaccio, che possono essere inghiottiti senza masticazione. Se il piccolo non è in grado di masticare un alimento, significa che la sua somministrazione è prematura.

Un altro punto fondamentale riguarda i cosiddetti alimenti da prima colazione, gli amidi trattati e gli zuccheri raffinati. Fiocchi di grano, riso soffiato, grano soffiato, creme di cereali e prodotti simili sono considerati da Shelton alimenti difficili da digerire, soprattutto per bambini la cui capacità di digestione degli amidi è ancora ridotta.

I cereali cotti e ricoperti di zucchero vengono indicati come responsabili dello sviluppo di catarro, tonsille ingrossate, adenoiditi, gastrite, raffreddori e disturbi infantili ricorrenti.

Tutti gli amidi dovrebbero essere serviti secchi, per favorire una completa insalivazione e masticazione. Dovrebbero essere accompagnati da vegetali freschi, crudi o cotti, ma mai da frutta acida, proteine o latte.

Dopo il terzo anno di età, Shelton considera l’allattamento non più necessario e, a partire dal quarto anno, la dieta del bambino diventa sostanzialmente simile a quella dell’adulto, con una necessità proteica leggermente maggiore ma non eccessiva.

Oggi, come già accennato, le diete latto-ovo-vegetariane e vegane ben pianificate possono soddisfare i fabbisogni nutrizionali di neonati, bambini e adolescenti. Lo sostengono importanti organizzazioni internazionali come l’American Dietetic Association, l’American Academy of Pediatrics e la Canadian Pediatric Society.

In Italia, Leonardo Pinelli è uno dei pediatri di riferimento per la dieta vegetariana dei bambini, compreso il periodo dello svezzamento vegetariano o vegano.

Secondo Pinelli, il bambino vegetariano cresce con un rapporto tra peso e lunghezza che lo protegge dal sovrappeso nelle età successive. Inoltre, il piccolo vegetariano può presentare difese immunitarie superiori rispetto al divezzato con carne e pesce, grazie alla composizione della flora intestinale.

Il tema delle carenze resta comunque fondamentale. Per questo motivo è necessario affrontare con attenzione nutrienti come vitamina B12, vitamina D, Omega 3, ferro, proteine e calcio.

La vitamina B12 non è presente negli alimenti vegetali in forma biologicamente attiva e una sua carenza marcata può causare ritardi di crescita. Anche gli onnivori possono essere in deficit di vitamina B12 per diversi motivi, tra cui la qualità degli alimenti animali provenienti da allevamenti intensivi.

La vitamina D svolge un ruolo importante nell’assorbimento del calcio e nella regolazione delle funzioni cellulari. Viene sintetizzata nei tessuti sottocutanei in presenza di luce solare, ma oggi molte persone ne risultano carenti.

Per gli Omega 3, nei primi due anni di vita può essere sufficiente un cucchiaino da tè di olio di semi di lino spremuto e conservato in frigorifero, oppure semi di lino macinati o gherigli di noci, secondo le indicazioni professionali ricevute.

Per il ferro, quello contenuto nel latte materno è più biodisponibile rispetto a quello presente nel latte vaccino. Nello svezzamento vegano, è utile associare alcune gocce di limone agli alimenti contenenti ferro, per favorirne l’assorbimento.

Legumi, soia e cereali integrali sono alimenti che contengono ferro. L’assorbimento può essere favorito dall’abbinamento con alimenti ricchi di vitamina C, come limone, kiwi, agrumi, peperoni e broccoli.

Per le proteine, è possibile abbinare cereali e legumi oppure utilizzare pseudo-cereali come grano saraceno, quinoa e amaranto, che contengono tutti gli aminoacidi essenziali.

Altro tema importante è quello del latte vaccino. In sintesi, dopo il latte materno non sarebbe necessario introdurre altro latte. La caseina del latte vaccino richiede un pH gastrico molto acido per essere digerita, condizione più adatta allo stomaco del vitello che a quello del bambino.

Secondo questa visione, la caseina può formare fiocchi collosi che aderiscono alla parete intestinale e ostacolano il deflusso fecale. Inoltre può favorire la liberazione di istamina, creando terreno favorevole a muco e disturbi delle prime vie respiratorie e dell’intestino.

Il problema non riguarda solo quanto calcio si assume, ma quanto ne viene realmente trattenuto per le necessità di crescita ossea. Le proteine vegetali, in particolare quelle dei legumi, favorirebbero il mantenimento del calcio rispetto a quelle animali.

Scopo di questo articolo è ribadire che non è l’alimentazione ragionata e obiettiva in sé a far ammalare, ma la cattiva informazione o la tendenza a procedere senza corretta conoscenza.

Questo atteggiamento riguarda sia chi segue approcci vegetariani o vegani senza preparazione, sia alcuni onnivori che alimentano i bambini con cibi precotti, denaturati, raffinati e medicinali spesso autoprescritti.

È indispensabile, per tutti, mantenere un atteggiamento equilibrato nel gestire gli alimenti con criterio, nella consapevolezza che un’alimentazione vitale e generatrice di salute non corrisponde necessariamente ai prodotti pubblicizzati come sani, integrali o privi di determinati ingredienti.

Linee generali di conoscenza circa lo svezzamento e il post-svezzamento

  • Svezzamento: per svezzamento o slattamento si intende il periodo in cui vengono introdotti alimenti diversi dal latte materno nella dieta del lattante, con l’obiettivo di integrare le poppate lattee, da mantenere il più a lungo possibile.
  • Frutta fresca o cotta: alimento adatto solitamente durante gli spuntini, proposta grattugiata, schiacciata, frullata oppure cotta.
  • Pappa vegetale: può sostituire progressivamente una poppata lattea ed essere composta da brodo di verdura filtrato, preparato inizialmente con verdure dolci come patata, carota e zucchina.
  • Cereali: nel brodo vegetale può essere diluita una crema di cereali fino a raggiungere la consistenza più adatta alle capacità masticatorie del bambino.
  • Legumi: inizialmente si possono usare lenticchie rosse decorticate; in seguito piselli spezzati, azuki e altri legumi.
  • Semi oleosi e frutta secca: possono essere utilizzati in piccole quantità, polverizzati al momento per evitare l’ossidazione dei nutrienti.
  • Olio extravergine di oliva: può essere aggiunto in piccola quantità a ogni pappa, preferendo oli spremuti a freddo.
  • Olio di lino: utile per garantire un apporto di acidi grassi omega 3, da conservare in frigorifero.
  • Limone: aggiunto alla pappa, può migliorare l’assorbimento del ferro contenuto in legumi, semi, verdure e cereali integrali.
  • Insaporitori ed erbe aromatiche: meglio evitare alimenti troppo ricchi di proteine e sali, preferendo eventualmente lievito alimentare secco ed erbe aromatiche.
  • Alghe: possono essere usate con parsimonia nella cottura del brodo, scegliendo fonti controllate.
  • Germe di grano: può essere introdotto quando si iniziano i cereali con glutine.
  • Estratti, centrifugati e spremute: negli spuntini la frutta può essere proposta anche in forma liquida, senza zucchero aggiunto.
  • Pappe dolci: possono essere preparate con latte materno o adattato, cereali e frutta fresca grattugiata o frullata.

Successivamente

  • Derivati dei cereali: creme e farine possono essere sostituite nel tempo da semolini, cous-cous, bulghur e fiocchi di cereali.
  • Legumi e derivati: rimangono l’alimento proteico di riferimento e dovrebbero essere presenti in quantità adeguata.
  • Puree o creme di verdure: preparate con verdure di stagione cotte a vapore e brodo vegetale o latte.
  • Mousse alla frutta: preparate con frutta e yogurt.

È importante porre attenzione al graduale inserimento delle fibre nella dieta del bambino, che fino a quel momento non le ha conosciute attraverso il latte.

Come limitare la quota di fibre?

Nei primi brodi vegetali è preferibile procedere con semplice filtrazione o schiacciamento delle verdure, evitando passati o frullati troppo ricchi di fibre.

Per alcune settimane le verdure possono essere tolte al termine della cottura, limitandosi a schiacciarle senza passarle al passaverdura, così da evitare di aggiungere troppe fibre al brodo.

Per quanto riguarda i cereali, molte creme in commercio sono preparate a partire da cereali raffinati o perlati. Hanno il vantaggio di un ridotto apporto di fibre, ma sono più povere di minerali e vitamine e hanno un indice glicemico più alto.

Una crema integrale presenta caratteristiche opposte: è ottima dal punto di vista nutrizionale, ma contiene molte fibre, non sempre opportune all’inizio dello svezzamento.

Una soluzione può essere preparare in casa una crema integrale con un quantitativo ridotto di fibre, cuocendo lentamente un cereale integrale o decorticato e passandolo poi al passaverdura con il disco più fine, così da trattenere la parte fibrosa.

Per i legumi, inizialmente è preferibile utilizzare legumi decorticati, con meno fibra e tempi di cottura più brevi. Nel tempo, piccole quantità di fibra possono essere introdotte progressivamente, osservando la crescita del bambino, eventuali dolori addominali e la regolarità intestinale.

È importante che questi approcci alimentari si inseriscano in una famiglia che segua nel complesso un’alimentazione coerente, non ricca di prodotti raffinati, precotti, zuccheri e alimenti di scarsa qualità.

Il periodo dello svezzamento dovrebbe coinvolgere tutta la famiglia in un percorso comune verso un regime basato su cibi di provenienza vegetale e a carattere integrale.

È fondamentale prestare attenzione alla presenza armonica di tutte le categorie alimentari principali: verdure, frutta, cereali non raffinati, legumi, semi oleaginosi, frutta secca e olio extravergine di oliva, minimizzando zuccheri semplici, grassi di cattiva qualità, sale aggiunto, conservanti, coloranti e additivi.

Fonti

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