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"Costacurta diceva": Cos'è la Febbre Gastrointestinale?

Cos’è la febbre gastrointestinale?

Lezione introduttiva di Patologia tenuta da Luigi Costacurta presso la Scuola di Iridologia e Naturopatia di Trento

Che cos’è la febbre gastrointestinale?

La febbre gastrointestinale, secondo la visione dell’igienistica naturale di Luigi Costacurta, è una condizione interna dell’organismo che non viene rilevata dal termometro, ma che viene considerata centrale nella comprensione dello stato di salute generale.

La patologia convenzionale non ne parla perché non si tratta di una febbre misurabile attraverso la temperatura cutanea. Nella prospettiva della medicina naturale, invece, essa viene interpretata come il risultato negativo di un processo biochimico, psichico e fisiologico alterato, spesso collegato a un’alimentazione non conforme alle esigenze dell’organismo.

La presenza quotidiana e costante di questa condizione, protratta nel tempo, può contribuire a creare un terreno organico sfavorevole, indebolendo la vitalità nervosa e influenzando i meccanismi immunitari.

Secondo Costacurta, questa febbre interna non rilevata dal termometro può essere più dannosa della febbre comunemente misurata, poiché agisce in modo silenzioso e continuativo. La febbre rilevata dal termometro, al contrario, viene vista come una manifestazione evidente della reazione vitale dell’organismo.

Anche la febbre cutanea, secondo questa impostazione, avrebbe spesso a monte una condizione di squilibrio gastrointestinale, non riconosciuta dalla medicina convenzionale proprio perché non rilevabile con gli strumenti abituali.

Quante reazioni dell’organismo sfuggono alla strumentazione?

La vita organica si fonda sulla relazione e sull’interdipendenza tra funzioni biochimiche, psichiche e fisiologiche. Secondo l’igienistica naturale, molte reazioni dell’organismo non possono essere comprese se vengono osservate in modo isolato.

Per questo motivo, la febbre gastrointestinale viene interpretata come un fenomeno da leggere all’interno dell’equilibrio complessivo del corpo. Non basta misurare un singolo dato: è necessario osservare la persona nella sua totalità, considerando alimentazione, digestione, energia vitale, reazioni nervose e stato generale dell’organismo.

Come possiamo rilevare la febbre gastrointestinale?

Nell’igienistica naturale, il riscontro della febbre gastrointestinale può avvenire attraverso diversi mezzi di osservazione. Oltre all’esame iridologico, Costacurta indica due strumenti principali: il rilevamento del polso e l’osservazione somatica.

Il primo mezzo è il controllo dei battiti del polso. In presenza di congestione o stato febbrile interno, i battiti possono presentarsi accelerati, anche in soggetti che costituzionalmente tendono alla bradicardia.

La tachicardia o la bradicardia possono inoltre manifestarsi in forma aritmica, indicando talvolta un quadro più complesso e cronico, con coinvolgimento di organi e distretti importanti dell’organismo.

Il secondo mezzo è l’osservazione della somatica, cioè dell’aspetto esteriore della persona. Possono essere considerati indizi utili il pallore del volto, la magrezza, rughe profonde, gonfiori addominali, respirazione difficoltosa o alterata, osservazione della lingua e delle fauci, fino a segni più marcati di debilitazione.

Secondo questa visione, la febbre gastrointestinale si collega al tempo e alla qualità del processo digestivo, dall’assimilazione degli umori prodotti dal bolo alimentare fino all’eliminazione dei residui trasformati in feci.

Da cosa è causata la febbre gastrointestinale?

La febbre gastrointestinale è strettamente collegata al processo digestivo. Per digerire, l’organismo mette in moto tutte le sue componenti biochimiche, nervose, endocrine, fisiche e circolatorie.

Il processo digestivo dipende dalla struttura degli alimenti, dalla loro natura e dalle associazioni con cui vengono assunti. Un cibo può diventare realmente nutrizionale oppure produrre un effetto tossico, a seconda del rispetto delle norme igienistico-dietetiche e delle esigenze fisiologiche dell’organismo.

I principali sistemi coinvolti nella digestione sono il sistema nervoso ed endocrino, l’attività fisico-meccanica, la componente biochimica dell’organismo e il sistema cardio-vascolare.

Secondo Costacurta, la natura del cibo — vegetale o animale, cotto o crudo — e il modo in cui viene associato ad altri alimenti determinano l’intensità della febbre gastrointestinale.

Come possiamo evitare la febbre gastrointestinale?

Secondo l’igienistica naturale, quando si assume una sola specie di cibo crudo di natura vegetale, l’organismo può limitare l’attività dei propri meccanismi digestivi, poiché l’alimento conserva una struttura biologica più integra.

In questa condizione, l’organismo mette in moto reazioni più semplici e specifiche, utili alla trasformazione del cibo in sostanza nutrizionale. Secondo Costacurta, in questo caso non si origina la febbre intestinale.

Cosa accade quando assumiamo cibo cotto?

Quando lo stesso cibo viene cotto, il processo digestivo diventa più complesso, più lento e più laborioso. La cottura modifica la struttura biologica e chimica dell’alimento, costringendo l’organismo a utilizzare maggiormente i propri meccanismi digestivi.

Da questa lentezza e laboriosità, secondo Costacurta, può prendere origine la prima dimensione della febbre gastrointestinale. Se il fenomeno si ripete a ogni pasto, può instaurarsi una seconda dimensione febbrile, più intensa e più estesa a tutto il tubo digerente.

La seconda dimensione della febbre gastrointestinale non si differenzia tanto per la dinamica d’origine, quanto per l’intensità e la continuità del fattore termico interno.

Come possiamo controllare la febbre gastrointestinale?

Costacurta collega questo fenomeno anche alla cultura culinaria e gastronomica moderna, spesso orientata più al piacere del palato che alla reale necessità nutrizionale dell’organismo.

Nel processo digestivo, tutti conoscono l’importanza della masticazione, ma meno conosciuta è la legge delle compatibilità e incompatibilità associative degli alimenti. Secondo l’igienistica naturale, l’associazione errata dei cibi può rendere il processo digestivo più lungo, complesso e dispendioso.

La presenza nello stesso pasto di molte proteine diverse, carboidrati, legumi, dolci, frutta e bevande può creare un bolo alimentare difficile da elaborare. In questa visione, un’alimentazione composta da cibi prevalentemente cotti, denaturati e biochimicamente trasformati tende a indebolire e intossicare l’organismo.

Cosa accade quando ignoriamo la febbre gastrointestinale?

Quando la febbre gastrointestinale viene ignorata e mantenuta nel tempo, può contribuire, secondo Costacurta, alla formazione di un terreno organico alterato. In presenza di predisposizioni genetiche o ereditarie, questo squilibrio può manifestarsi attraverso sintomi più complessi.

Il disordine alimentare e digestivo può alterare il pH gastrico, umorale e sanguigno, richiedendo un maggiore intervento dei meccanismi biochimici dell’organismo.

La digestione di pasti complessi e incompatibili richiede una maggiore energia del sistema nervoso e un maggiore afflusso di sangue nella zona viscerale. Questo stato può protrarsi a lungo, anche molte ore, in relazione alla vitalità costituzionale della persona e alla composizione del pasto.

Secondo Costacurta, l’associazione di più sostanze proteiche e alimenti chimicamente incompatibili può alterare il gradiente termico viscerale, favorendo uno stato flogistico, cioè infiammatorio, che modifica il normale processo fermentativo e digestivo.

Se mantenuta quotidianamente nel corso dell’esistenza, questa condizione può sfociare in manifestazioni sintomatiche e in uno stato di progressivo squilibrio dell’organismo.

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