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"Costacurta diceva": L'iridologia

Iridologia

Un interessante articolo del 1985 sull’iridologia secondo Luigi Costacurta

Qual è la storia dell’iridologia?

L’osservazione dell’occhio come mezzo di indagine per valutare lo stato di salute del corpo ha interessato l’essere umano fin dai tempi più antichi. Secondo le testimonianze disponibili, prima i cinesi, poi Ippocrate e Paracelso, rivolsero la loro attenzione all’occhio come possibile strumento di osservazione semeiotica.

La prima reale testimonianza di questo indirizzo risale al 1670, grazie a una mappa topografica realizzata da Philippus Meyes, sebbene non presenti relazioni dirette con le mappe iridologiche attuali.

La storia moderna dell’iridologia inizia però nel 1838 con l’osservazione di Ignazio Von Peczely, che nel 1880 pubblicò il suo libro sull’iridoscopia, contribuendo alla nascita di quella disciplina che oggi conosciamo come iridologia.

Per completezza storica, lo studio iniziale dell’iridoscopia venne poi arricchito dai lavori e dalle osservazioni di Nils Liljequist, tra il 1859 e il 1877, sulla teoria del colore delle iridi, detta patocromia.

Cos’è per lei l’iridologia?

Al di là di quanto riportato dalla letteratura esistente in materia, l’iridologia può essere interpretata secondo diversi approcci. Luigi Costacurta la considera alla luce del principio dell’equilibrio termico tra temperatura interna ed esterna del corpo, fondamento dell’igienistica naturale e della medicina naturale da lui sostenuta.

In questa prospettiva, l’iridologia è una disciplina che guida alla comprensione del grado e della condizione di salute dell’organismo, osservando i segni presenti nell’iride e collegandoli allo stato generale della persona.

Che cosa può rivelare l’osservazione iridologica?

In determinate condizioni, l’osservazione iridologica può indicare ciò che il corpo ha sofferto o subito, sia per predisposizioni genetiche ed ereditarie, sia in conseguenza di traumi meccanici, interventi chirurgici o alterazioni acquisite nel tempo.

Secondo Costacurta, l’iridoscopia può offrire indicazioni sullo stato biofisiologico dell’organismo, considerando il presente, il passato e le possibili tendenze future, sempre all’interno della visione della medicina naturale.

In relazione all’evidenziazione iridologica del momento, l’osservatore — che sia un iridologo naturopata, medico o non medico — può cogliere segnali utili a comprendere cosa potrebbe accadere all’organismo se non vengono rispettati i principi igienistici della medicina naturale.

Come possiamo osservare le nostre iridi?

Le manifestazioni iridologiche dipendono dalle reazioni nervose dell’intero organismo. Queste reazioni possono determinare modificazioni delle fibre del tessuto iridale, che in una condizione di piena normalità costituzionale dovrebbero presentarsi distribuite in forma regolare, a raggiera.

Le alterazioni possono riguardare il colore di base dell’iride, che può apparire scolorito, sovraccaricato cromaticamente, più scuro, sfumato, oppure presentare precipitati fioccosi, macchie localizzate o aureole colorate.

Relazionando queste modificazioni alla mappa iridologica, insieme all’età del soggetto e all’osservazione somatica del volto e del corpo, è possibile costruire un quadro generale della condizione di salute dell’organismo, individuando quali distretti organici appaiono più compromessi e quale possa essere l’origine dello squilibrio secondo il principio dell’equilibrio termico.

Tramite l’iridologia si possono fare diagnosi?

Secondo i principi della medicina naturale, con l’iridologia non si formulano diagnosi mediche, ma si effettuano constatazioni sullo stato costituzionale della persona. L’osservazione riguarda eventuali processi flogistici, cioè stati infiammatori e congestizi, possibili alterazioni del sangue e della linfa, o squilibri del sistema nervoso.

Questa metodica investigativa si basa sul principio secondo cui l’organismo è un’unica entità. Fattori come trauma psichico, trauma meccanico o predisposizione genetica possono avere un ruolo, ma l’alterazione viene comunque letta, nella visione igienistica naturale, in rapporto alla nutrizione e allo squilibrio termico tra interno ed esterno del corpo.

La diagnosi medica è invece un’altra cosa: appartiene alla medicina convenzionale, si basa su criteri clinici, esami di laboratorio e strumenti diagnostici specifici, ed è prerogativa del medico.

Per questo motivo l’iridologia non deve essere confusa con la diagnosi clinica: il suo scopo è osservare segnali, squilibri e condizioni generali, non attribuire un nome patologico a una malattia.

Come viene effettuata un’indagine iridologica?

Per l’iridologo con buona vista possono essere sufficienti una lente di 15 diottrie e una lampada. In altri casi si può ricorrere a strumenti come il microscopio o la lampada a fessura dotata di macchina fotografica.

Secondo Costacurta, la lente e la lampada, se ben utilizzate, consentono un controllo preciso della reazione nervosa delle pupille e permettono di creare effetti di luce e ombra utili a evidenziare meglio la struttura e il colore dell’iride.

Da questa indagine, confrontando l’osservazione delle fibre e delle variazioni cromatiche con la mappa iridale, possono emergere indicazioni sui vari stati infiammatori e sui presunti processi di squilibrio dei singoli organi o distretti organici.

Non è possibile dunque riconoscere una patologia?

Rilevare uno stato infiammatorio o congestizio non significa attribuire un nome preciso a una patologia. Dire, ad esempio, che una persona presenta un’alterazione in un determinato distretto organico è molto diverso dal formulare una diagnosi clinica specifica.

Il nome patologico di una sindrome o di una malattia può essere stabilito solo attraverso esami medici e strumenti diagnostici appropriati. L’iridoscopia, invece, osserva stati congestizi, infiammatori, possibili segni di intossicazione o alterazioni dei tessuti, sempre secondo la visione dell’equilibrio termico propria della medicina naturale.

Per questo l’iridologia non sostituisce la medicina convenzionale, ma si colloca come strumento di osservazione nell’ambito della naturopatia e dell’igienistica naturale.

Quando un naturopata iridologo è anche medico, come può aiutare?

Quando l’iridologo naturopata è anche medico, oppure possiede una solida cultura medica, può collegare le risultanze dell’osservazione iridoscopica alle conoscenze della bio-fisio-patologia, della sintomatologia e della psicosomatica.

In questo modo può costruire un quadro più ampio della condizione di salute della persona e valutare, dove possibile, un percorso basato sulle metodiche igienistiche naturali, sempre nel rispetto dei limiti della disciplina e della responsabilità medica.

Costacurta sottolinea inoltre che esistono casi in cui il farmaco resta indispensabile, come in alcune condizioni specifiche, e che il percorso naturale deve essere inserito con prudenza e senso di responsabilità.

In conclusione, in che modo ci aiuta l’iridologia?

L’iridologia, osservata secondo la medicina naturale e il principio dell’equilibrio termico tra temperatura interna ed esterna del corpo, può evidenziare stati infiammatori e congestizi nei diversi distretti organici: apparato digerente, renale, respiratorio, circolatorio, linfatico, nervoso, genitale, endocrino, cutaneo e osteoarticolare.

Il suo valore principale, secondo Costacurta, è quello di essere un mezzo di investigazione preventiva. L’iridologia può quindi aiutare a osservare l’organismo nel suo insieme e a individuare segnali di squilibrio prima che diventino manifestazioni più evidenti.

Bibliografia

Benché sia una disciplina relativamente giovane, l’iridologia dispone di una bibliografia ampia. Oltre ai testi dei due pionieri Ignazio Von Peczely e Nils Liljequist, esistono opere in lingua tedesca, inglese, francese, spagnola, svedese, russa e italiana.

Luigi Costacurta cita in particolare testi e autori orientati al pensiero naturopatico e ai principi dell’igienistica naturale.

  1. Bidaurrazaga – Fundamentos cientificos de la medicina a traves del iris – Diagnostico por el iris.
  2. Lezaeta Acharan – El iris de tus ojos revela tu salud – Anno 1943 – 3 edizioni.
  3. Jensen – The science and practice of iridology – Anno 1964.
  4. Handel – L’iridiagnosi.
  5. Biorni – El diagnostico por el iris.
  6. Vander – Diagnostico por el iris – Anno 1966 – 2 edizioni.
  7. Struck Hans, Flink Eva – Manual pratico de irisdiagnostica.
  8. L. Ferrandiz – Iridodiagnosi – Anno 1970.
  9. Costacurta – La grande mappa topografica delle iridi – Anno 1975.
  10. Costacurta – L’iridologia. Corso completo pedagogico teorico pratico di iridiagnosi – Anno 1977 – 5ª ristampa 1985.

Originariamente pubblicato su Vivi con gli agenti Naturali.

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