A cura della docente Federica Zanoni
Questo è l’accattivante titolo della coinvolgente relazione di Dino Bortoluzzi, docente di Gemmoterapia presso l’Accademia G. Galilei.
Attraverso la sua grande esperienza e la sua ampia competenza, Bortoluzzi ha illustrato i gemmoderivati più indicati in questa stagione, descrivendone le molteplici e preziose potenzialità e virtù.
Sono stati presentati, in maniera appassionata e meticolosa, i benefici del trattamento gemmoterapico dal punto di vista della depurazione e del drenaggio organico in questa particolare fase dell’anno. Tra le piante più interessanti emergono la Betulla e la Quercia, note per la loro azione depurativa e tonica.
La Betulla

Da sottolineare, in particolare, le gemme di Betula pubescens, considerate maggiormente “rimineralizzanti” rispetto alle gemme di Betula verrucosa.
Altrettanto indiscusse, e rimarcate da Bortoluzzi, sono le potenzialità anti-reumatiche e anti-artrosiche della linfa di betulla, grazie alla sua potente azione disintossicante.
La Quercia

Ugualmente depurativi sono gli estratti di gemme di quercia (Quercus peduncolata), che uniscono a questa virtù anche un’azione spiccatamente tonica.
Per questo motivo la quercia può essere considerata utile per chi soffre di pressione bassa, ma necessita comunque di un efficace intervento depurativo.
Il Rosmarino

Un’altra pianta nota a tutti e indicata nella relazione è il Rosmarinus officinalis, il rosmarino. Si tratta di un arbusto dalle numerose proprietà, tra le quali spicca quella coleretica, cioè di stimolazione del flusso biliare, particolarmente importante a livello epatico.
Questa azione si manifesta sia utilizzando foglie e rami fioriti, sia, in misura ancora maggiore, impiegando i giovani germogli. Sono proprio questi ultimi, infatti, a esercitare una stimolazione più evidente e intensa sul flusso della bile rispetto alle foglie adulte.
Il rosmarino gemmoderivato svolge quindi la sua principale azione drenante a livello del fegato, organo tradizionalmente associato alla primavera.
È considerato un rimedio cardine nelle piccole e medie epatopatie, ma non solo. Anche chi soffre di problematiche della microcircolazione, come mani e piedi freddi, può trarre beneficio da questo rimedio. Proprio per questa azione sulla microcircolazione, viene inoltre indicato anche nei casi di perdita di capelli.
Si tratta inoltre di un gemmoderivato con azione spiccatamente tonica a livello del sistema nervoso centrale.
Se sotto forma di olio essenziale o di tintura madre il rosmarino può risultare controindicato per chi soffre di pressione alta, come gemmoderivato non presenta lo stesso inconveniente. Resta comunque un rimedio particolarmente consigliabile, per le sue virtù toniche, alle persone che soffrono di ipotensione.
Il Fico

Una importante associazione tra gemmoderivati, indicata da Bortoluzzi, è quella tra rosmarino e fico (Ficus carica).
Questa combinazione permette di ottenere trattamenti completi ed efficaci. Il rosmarino agisce soprattutto a livello del fegato, dei reni e della microcircolazione, mentre il fico svolge la sua azione principalmente a livello dello stomaco, nelle difficoltà digestive, nelle gastriti e nelle ulcere, oltre che sul sistema neurovegetativo.
Si tratta quindi di azioni vantaggiosamente complementari, che interessano più organi e sistemi e riguardano problematiche particolarmente evidenti durante la stagione primaverile.
Sempre a proposito del gemmoderivato di fico, l’assunzione può dare luogo a effetti particolarmente marcati nei soggetti sensibili, proprio per la sua grande efficacia e potenzialità d’azione. Per questo motivo è indicato un utilizzo oculato ed eventualmente graduale.
L’equilibrio che si crea nella fase di trattamento con fico e rosmarino riflette anche la loro particolare associazione “di terreno”. Si tratta infatti di un albero e di un arbusto, due piante in perfetta armonia ambientale, entrambe tipiche dell’area mediterranea.
Il Faggio

Un’ulteriore azione di drenaggio, in particolare a livello renale, viene svolta dal gemmoderivato di Fagus sylvatica, il faggio.
In questo senso, il gemmoderivato di faggio viene indicato nei casi di insufficienza renale, litiasi renali e sovrappeso da ritenzione idrica.
Il faggio si rivela inoltre un gemmoderivato importante nella stagione primaverile, periodo spesso legato alle allergie. Ciò è dovuto alla sua capacità di frenare la produzione di istamina.
Può quindi essere utile in fase allergica acuta, soprattutto in associazione con Ribes nigrum.
In relazione ai fenomeni allergici è possibile richiamare ancora una volta il rosmarino, per le sue potenzialità legate all’organo epatico. Tra chi soffre di allergie, infatti, sono frequenti problematiche a livello del fegato. Il rosmarino, quindi, non è solo un rimedio “del fegato” in senso stretto, ma può essere considerato anche un supporto nei casi di allergia diventata condizione cronica.
