AVVISI
Iscrizioni per l'anno 2026-2027 aperte!
ISCRIZIONIRIVISTE
0
0,00  0 prodotti

Nessun prodotto nel carrello.

Le combinazioni alimentari

Di Stefania Marino

La teoria delle combinazioni alimentari, secondo la quale si associano in modo ragionato i diversi gruppi di alimenti, si basa sul concetto di fisiologia del processo digestivo.

Durante la digestione, l’azione degli enzimi è specifica: un enzima predisposto alla scissione di determinate proteine non partecipa necessariamente alla digestione di altre proteine o dei carboidrati in genere.

Per questo motivo è importante favorire, attraverso la scelta e l’associazione degli alimenti, il pH più adatto all’attività dei diversi enzimi digestivi. Per esempio, arance e pane non rappresentano una combinazione favorevole alla prima digestione del pane, che necessita di un pH neutro e può essere ostacolata dall’acidità dell’arancia già nella fase orale.

Un buon funzionamento degli enzimi digestivi, favorito da una corretta associazione dei cibi in base alla loro natura — acida, semiacida, zuccherina o grassa — contribuisce a una buona digestione e al mantenimento di un equilibrio utile a evitare la condizione definita, nel linguaggio naturoigienista, febbre gastrointestinale.

Una temperatura ottimale a livello dell’apparato digerente è importante non solo per il buon funzionamento degli enzimi, ma anche per l’equilibrio dei microrganismi che popolano l’intestino. Tutto questo concorre al mantenimento dell’organismo in uno stato di maggiore salute.

La strada percorsa dagli igienisti e dai praticanti del salutismo naturale è legata ai concetti di equilibrio termico e di febbre gastrointestinale.

Queste metodiche mirano a favorire una digestione più rapida, efficiente e rispettosa della fisiologia dell’organismo.

Grazie all’associazione ragionata degli alimenti assunti con la dieta, è possibile sostenere un processo digestivo più ordinato e funzionale.

Già con Ippocrate, padre della medicina naturale, compaiono i primi riferimenti alle compatibilità alimentari. Riguardo al cattivo regime alimentare, egli affermava:

Il cattivo regime consiste nel fatto che si usano cibi molto variati e diversi tra loro che fanno guerra nel corpo, dei quali gli uni sono digeriti mentre gli altri non lo sono affatto.

Nell’approfondimento che segue si cerca di illustrare le possibilità offerte dalle corrette combinazioni alimentari anche a favore di chi segue un’alimentazione onnivora, nel rispetto delle scelte individuali e con l’obiettivo di indicare strategie utili per la digestione e la salute.

L’applicazione di questo metodo, anche da parte di chi segue una dieta onnivora, può portare alla conoscenza e all’applicazione del regime trofologico nella maniera più naturale possibile.

Conoscere le combinazioni alimentari nel dettaglio e i loro effetti dal punto di vista organico, alimento per alimento, può portare a una maggiore chiarezza e consapevolezza riguardo alle proprie scelte alimentari.

Un ulteriore intento di questo lavoro è quindi quello di far conoscere, anche a chi non pratica il naturoigienismo, la fondamentale teoria della compatibilità alimentare, nella prospettiva di diffonderla il più possibile.

Alterazione del processo digestivo

Combinazioni alimentari

Quando il processo digestivo si altera, può generarsi un circolo vizioso a livello intestinale. Il calore prodotto può provocare un’alterazione dell’attività enzimatica e modificare il tipo di flora intestinale, favorendo uno squilibrio dei processi digestivi e l’insorgenza di uno stato infiammatorio intestinale.

In conclusione, un intestino infiammato tende a digerire in maniera decisamente peggiore.

Temperatura intestinale e flora batterica

Se la temperatura si discosta dal valore ideale di 37° C, si può generare una situazione favorevole alla proliferazione di batteri patogeni rispetto a quelli eubiotici. Questi ultimi, risentendo della variazione di temperatura, possono lasciare spazio a microrganismi meno favorevoli all’equilibrio intestinale.

Temperatura intestinale ed enzimi

Con l’aumento della temperatura si alterano diversi equilibri, non solo per quanto riguarda i batteri intestinali, ma anche in relazione agli enzimi digestivi.

Gli enzimi digestivi risentono molto del variare della temperatura, rendendo più difficoltoso il processo digestivo. Subiscono questa variazione in particolare le enterochinasi, o enzimi del succo enterico, che hanno la funzione di attivare altri enzimi digestivi. Se si alterano le enterochinasi, si modificano anche le attività degli altri enzimi digestivi, rendendo la digestione meno efficiente.

Febbre gastrointestinale e permeabilità intestinale

Il fenomeno della persozione

A seguito dell’insorgere della febbre gastrointestinale, la temperatura sale e la presenza di gas può gonfiare e infiammare il canale digerente. La parete intestinale può risultare alterata, meno integra e meno compatta nella sua struttura.

Con questa conformazione a “maglie larghe”, l’intestino non sarebbe più in grado di selezionare correttamente ciò che può essere assorbito a livello della parete intestinale, lasciando passare sostanze attraverso i canali creati dall’interruzione dei legami cellula-cellula.

Persozione

La fermentazione degli amidi

Un pasto a base di amido richiede semplicità nella sua composizione, perché comporta una significativa richiesta di energia da parte dell’organismo.

Se a un pasto amidaceo vengono aggiunte altre categorie di cibi, come proteine, zuccheri o acidi, possono verificarsi squilibri intestinali che si ripercuotono sulla salute dell’intero organismo.

La maggior parte delle persone che non praticano l’igiene naturale e non coltivano la propria forza vitale, la cosiddetta vis medicatrix naturae, può disporre di un capitale energetico ridotto anche per far fronte alla digestione di un semplice pasto a base di amido. La situazione può peggiorare quando a questi pasti vengono associati cibi appartenenti a categorie differenti.

La non corretta digestione delle proteine

Il nostro organismo può avere difficoltà a portare a termine la digestione di grandi quantità di proteine, soprattutto se assunte insieme ad associazioni incompatibili.

Le persone che dispongono di una grande riserva energetica possono inizialmente avere l’impressione di digerire bene le proteine senza accusare disturbi evidenti.

Con l’avanzare dell’età, però, questa energia può affievolirsi e possono comparire disturbi legati alla cattiva digestione di questo principio nutritivo. Anche stati emotivi intensi, come ansia, timori e preoccupazioni, possono ridurre la riserva energetica e causare difficoltà digestive, soprattutto nei confronti degli alimenti proteici.

Febbre, dolori o condizioni di stress organico possono inoltre ostacolare la corretta digestione degli alimenti, in particolare di quelli proteici.

La non corretta digestione delle proteine può essere osservata anche attraverso le feci. Una digestione scorretta delle proteine può produrre feci nauseabonde, talvolta liquide, talvolta dure o a forma di piccoli sassolini.

Per procedere verso un percorso di potenziamento digestivo, si consiglia di seguire la tecnica delle combinazioni alimentari in relazione alle varie categorie di alimenti.

Di seguito vengono indicate due vie: una per chi segue una dieta trofologica, vegana, vegetariana o latto-ovo-vegetariana, e una con indicazioni utili anche per chi mantiene un’alimentazione carnea.

Esempio di incompatibilità alimentare

Combinazioni incompatibili: proteina magra e amidi

Dieta trofologica Dieta onnivora
Formaggi magri

Yogurt acido

Formaggi magri

Yogurt acido

Pesci magri: rombo, tinca, luccio, merluzzo, sogliola

Carni magre: pollo, tacchino, coniglio, vitello, cavallo

Cereali integrali in chicco: riso, orzo, farro, segale, avena, mais, frumento, miglio, quinoa, grano saraceno, amaranto

Ortaggi tuberi: patata, topinambur, batate

Farina, pasta, riso e cereali raffinati

Pane e simili

Ortaggi tuberi: patata, topinambur, batate

Proteina magra e amido

La presenza dell’amido insieme alla proteina magra concentrata influisce negativamente sulla digestione della proteina, specialmente quando entrambi vengono assunti in quantità elevate.

Se la quantità di amido è più elevata rispetto alla proteina, può rallentare la digestione di quest’ultima. Il chimo amidaceo tende infatti ad assorbire una grande quantità di succo gastrico contenente pepsina. In questo modo i protidi non attaccati dalla pepsina prolungano la loro permanenza nello stomaco, provocando acidità gastrica importante.

Il risultato finale può essere rappresentato da proteine mal digerite e amidi fermentati.

Questi composti, proseguendo nell’intestino dopo essere usciti dallo stomaco, possono non essere digeriti correttamente dagli enzimi dei succhi digestivi e arrivare infine nelle feci. Il tutto può essere accompagnato da manifestazioni come gonfiori, acidità di stomaco, reflusso gastroesofageo, inizio di febbre gastrointestinale e fenomeni di persozione intestinale.

L’approccio naturoigienistico delle combinazioni alimentari è quindi strettamente legato alla condizione gastrointestinale e al correlato squilibrio termico.

Il fattore alimentare viene considerato una concausa del fenomeno della persozione intestinale e della perdita di una corretta funzione digestiva.

La specificità degli enzimi nella loro azione è sottolineata anche da Luigi Costacurta nel libro La Nuova Dietetica.

Nel processo digestivo, l’azione dell’enzima è specifica quindi, un enzima che concorre nella scissione delle proteine della carne, non può partecipare alla scissione delle proteine del formaggio o dell’uovo o del carboidrato in genere. Ciò avvalla il concetto delle tavole delle combinazioni degli alimenti.

Luigi Costacurta

L’alternanza del pH nei vari tratti del canale digestivo — alcalino in bocca, acido nello stomaco, alcalino nel duodeno — favorisce la digestione degli alimenti quando questi vengono assunti in associazioni compatibili.

Questa teoria può essere applicata sia da chi segue un’alimentazione onnivora, sia da chi segue un percorso vegetariano, vegano o igienistico-trofologico. In ogni caso, è utile gestire le combinazioni alimentari anche in relazione al concetto di cibi alcalinizzanti e acidificanti.

Bilanciare l’alimentazione con un maggiore apporto di cibi alcalinizzanti, come frutta e verdura, rispetto agli acidificanti, come carne e cereali, può aiutare a mantenere l’equilibrio acido-base dell’organismo.

Intraprendere abitudini semplici, come iniziare ogni pasto con vegetali crudi in forma integra o in succo, può essere utile per mitigare il fenomeno della leucocitosi digestiva.

La conoscenza della fisiologia della digestione, anche in forma semplificata, permette di comprendere che non esistono teorie o modelli perfetti in assoluto. Ciò che conta è l’esperienza concreta del modello e la capacità di osservare come l’organismo risponde.

Un corretto stile di vita, orientato agli alimenti e agli elementi naturali, educa progressivamente l’organismo al mantenimento della salute e può rafforzare la resistenza agli squilibri.

La comprensione della teoria delle combinazioni alimentari aiuta la persona a porsi le giuste domande e a condurre un percorso di rivitalizzazione dell’apparato digerente.

Una volta appreso il meccanismo, può diventare un’abitudine naturale dosare e bilanciare i cibi in modo da favorire un corretto equilibrio acido-base organico.

Lo scopo è riavvicinare l’uomo alla natura, facendo spazio il più possibile a cibi naturali, freschi e correttamente combinati.

Rinvigorire e mantenere la vis medicatrix naturae, presente in ognuno di noi, è possibile seguendo la via della natura. Come ricordava Ippocrate, è la natura che cura.

È la natura che cura, sempre che collochiamo il corpo in equilibrio termico.

Manuel Lezaeta Acharan

Esplora le diverse categorie e lasciati guidare tra conoscenza, esperienza e tradizione.

Cure Naturali
Rimedi Naturali
Alimentazione
Luigi Costacurta
L'idroterapia di Kneipp
L’acqua è vita, e per secoli la gente si è...
Scopri di più
Il Massaggio Breuss
di Federica Zanoni Il massaggio Breuss L’efficienza e il benessere...
Scopri di più
Aromaterapia: dalla cura del corpo alla cura dell’anima
Dalla cura del corpo alla cura dell’anima a cura di...
Scopri di più
Nuovo libro di Federica Zanoni: Dalla febbre gastrointestinale al microbiota
Dalla febbre gastrointestinale al microbiota Il nuovo libro di Federica...
Scopri di più
I molteplici usi della Gramigna
A cura di Mirko Cattani In antichità la gramigna comune...
Scopri di più
La cosmesi Bio-Ecologica
A cura di Claudia Trotter Cos’è la cosmesi bio-ecologica? Al...
Scopri di più
L'Arte di Aiutare ad Aiutarsi: L'Approccio Naturopatico per il Benessere Completo
Vitamina D Giornaliera come il sole Di Francesca Mister Per...
Scopri di più
Vitamina D
Giornaliera come il sole Di Francesca Mister Per vitamina D...
Scopri di più
Idrogenazione dei grassi e colesterolo
Di Denis Tonet Idrogenazione dei grassi Dal punto di vista...
Scopri di più
"Costacurta diceva": Dilatazione di stomaco
Articolo di Luigi Costacurta Con il termine dilatazione di stomaco,...
Scopri di più
"Costacurta diceva": La Carne
La carne Articolo di Luigi Costacurta Contrariamente a quanto riportato...
Scopri di più
"Costacurta diceva": La malattia
Articolo di Luigi Costacurta del 1984 La malattia è un’alterazione...
Scopri di più
Scuola di Naturopatia e Iridologia Luigi Costacurta 
P.I: 01240700227
via al Torrione, 6 - Trento
+39 0461 985 102
scuolanaturopatia@gmail.com
privacy policy
cookie policy
credits
apartmentenvelopegraduation-hatbookusersphonemap-markerleafbullhorn